Giovedi, 14. November 2019

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La Misericordia di Massa Macinaia e S.Giusto
 
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DOMANDE FREQUENTI:

Quanti sono i tipi di donazione?

I tipi di donazione sono fondamentalmente due: la donazione di sangue intero e la donazione di emocomponenti mediante aferesi. Con la aferesi si può raccogliere plasma plasmaferesi), piastrine (piastrinoaferesi), globuli rossi (eritroaferesi), globuli bianchi (leucaferesi)

Cos'è una unità di sangue?

Una unità di sangue è costituita da 450 +-10% mi di saneue che viene raccolto durante una sola donazione. I soggetti sani hanno circa 5 - 6 litri di sangue e possono tranquillamente perderne una quantità pari al 8 - 9 % del volume totale, equivalente ad una unità di sangue.

Cos'è un emocomponente?

Tutto il sangue intero raccolto dal Sevizio Trasfusionale e dalle unità di raccolta gestite dalle Associazioni di Donatori viene diviso nei singoli componenti, in modo che una sola donazione possa essere utilizzata per più persone. I principali emocomponenti sono rappresentati da: globuli rossi, che servono a trasportare l'ossigeno dai polmoni a tutti gli altri organi e tessuti; piastrine, che servono a favorire l'arresto delle emorragie e plasma, che contiene soprattutto albumina, fattori della coagulazione e immunoglobuline.

Cos'è l'emoglobina?

E' una proteina che si trova all'interno dei globuli rossi e serve a legare l'ossigeno, consentendo così al sangue di portare questo "carburante" a tutti gli organi del corpo. I valori minimi richiesti per legge ai donatori sono di 13,5g/dl per gli uomini e 12,5 g/dl per le donne; con valori più bassi, è preferibile donare plasma e/ o piastrine, oppure soprassedere alla donazione. E' affidato al Medico il compito di valutare caso per caso e prendere la decisione che più tuteli la salute del donatore.

Perché per fare una donazione di sangue bisogna compilare un questionario, fare una visita medica, accertare il valore dell'emoglobina?

Per evitare o ridurre la trasmissione di virus ed altre infezioni è necessaria una stretta collaborazione tra il donatore ed il medico trasfusionista: il donatore, prima della donazione, compilerà un apposito questionario oltre a riferire al medico ogni abitudine di vita o comportamento che sia a rischio di trasmissione di malattie infettive; il medico aiuterà con domande appropriate la ricerca degli eventi a rischio. Tutto questo è necessario perché tra il momento in cui si contrae l'infezione e la possibilità di rilevarla con gli esami di laboratorio, intercorre un periodo (da qualche giorno a poche settimarie) durante il quale i test per le malattie trasmissibili col sangue possono risultare falsamente negativi. Completa l'indagine un'accurata raccolta della storia sanitaria del donatore, una visita cllnica e la determinazione dell'emoglobina che viene effettuata immediatamente prima della donazione; tutti questi atti hanno lo scopo di rendere la donazione sicura e senza rischi per il donatore.
Per tutelare la salute dei riceventi è inoltre opportuno che il donatore comunichi tempestivamente al Servizio Trasfusionale eventuali malattie insorte subito dopo la donazione, in particolare febbre, malattie infettive ed epatiti.

Cos'è il consenso informato?

Il consenso informato è l'atto con cui il donatore dichiara la sua libera volontà di effettuare la donazione. Il consenso si chiama "informato" perché è conseguente ad informazioni che il medico trasfusionista deve fornire al donatore sugli scopi della raccolta, sulle modalità e sui rischi della donazione, sul comportamento post-donazione, etc...
In modo sintetico queste informazioni sono contenute anche in queste pagine, ma potranno essere ulteriormente sviluppate nel colloquio che si svolgerà durante la visita pre-donazione.

Cosa vuoi dire esclusione temporanea?

Vi sono varie condizioni di salute o comportamenti che presentano un rischio temporaneo di danno per il donatore oppure per il ricevente.
In questi casi il donatore viene prudenzialmente sospeso dalla donazione per un periodo di tempo determinato.

Cosa vuoi dire esclusione permanente?

Qualora le condizioni di salute del donatore non consentano la donazione ed il rischio di trasmissione di malattie infettive o, comunque, di provocare danno al ricevente o al donatore stesso con il prelievo sia certo o molto probabile, il donatore viene dichiarato non idoneo e sospeso definitivamente dalla donazione. La selezione del donatore viene effettuata in base ai criteri medici stabiliti dalla normativa corrente.

Cosa succede se qualche esame del Donatore risulta alterato?

Se un esame di laboratorio o strumentale dovesse risultare alterato, il donatore sarà richiamato ed invitato ad eseguire opportuni controlli.

Cosa succede se il donatore risulta positivo per qualche test?

Se un test risulta positivo o dimostra una patologia, esso verrà ripetuto per conferma e l'unità raccolta verrà eliminata. Qualora la positività venisse confermata in tutti i controlli il Servizio informerà il donatore in modo riservato e personalizzato. Tutti i risultati dei test sono trattati con riservatezza.

Quanti donatori sono stati trovati positivi per HIV, HBV, HCV?

In tutta la popolazione si riscontra, in media, la presenza di anticorpi anti-HIV in un soggetto su 20000, il marcatore per l'epatite B in un soggetto su 100 e l'anticorpo per l'epatite C in uno su 200.
Nei donatori abituali tale presenza è molto minore.

Quale è il rischio per chi riceve una trasfusione?

Il rischio di contrarre l'AIDS e le epatiti B e C attraverso la trasfusione di sangue ed emocomponenti è estremamente ridotto da quando sono stati introdotti i test per la ricerca dei markers virali specifici. Ancora oggi, però, il rischio di trasmettere l'epatite C e, in particolare, l'epatite B rimane lievemente più elevato che quello per l'AIDS. La stima di rischio residuo con la trasfusione in Europa nel 1997 era stata calcolata essere di 1 caso su 398.499 donazioni per l'epatite B, 1 caso su 620.754 donazioni per l'epatite C e 1 caso su 2.323.778 donazioni per l'infezione da HIV. E' per questo che la selezione del donatore deve essere accurata e richiede la collaborazione del donatore stesso.

Si può prendere l'AIDS o altre infezioni virali donando sangue?

NO, non si può prendere l'AIDS ne altre infezioni virali donando sangue. Tutto il materiale usato per le donazioni è sterile e monouso, quindi viene usato una sola volta e poi eliminato.

Come avviene la donazione di sangue intero?

Vi è una fase pre-donazione durante la quale il donatore riceve le informazioni necessario per il consenso informato, riempie insieme al medico il questionano, si sottopone a visita medica ed alla determinazione dell'emoglobina.
Se è idoneo, entra in una sala attrezzata per il prelievo, dove viene identificato e fatto sdraiare su una comoda poltrona-relax. Dopo accurata disinfezione della vena alla piega del gomito, un sanitario introduce in vena l'ago di una sacca da prelievo, numerata in modo da evitare scambi.
La sacca è posta su una bilancia elettronica che interrompe automaticamente il prelievo non appena è stata raccolta la quantità di sangue prestabilita.
Il prelievo dura circa 10 minuti e per tutta la sua durata è utile aprire e chiudere alternativamente la mano per aiutare il flusso del sangue.
Al termine del prelievo è necessario tenere premuto un tampone sul punto di prelievo a braccio esteso per 2-3 minuti per permettere una buona chiusura della ferita.
Non bisogna alzarsi immediatamente alla fine del prelievo, ma è opportuno attendere un po' di tempo e poi alzarsi per gradi.
Prima di abbandonare la sala, bisogna attendere il consenso da parte del personale sanitario. Finita la donazione il donatore riceverà un adeguato ristoro.
Ricorda: puoi fare domande, segnalare eventuali malesseri o chiedere di interrompere la donazione.

Con quale frequenza si può donare sangue intero?

Gli uomini possono donare 4 volte in un anno, le donne in età fertile 2.

Quali sono i rischi della donazione di sangue intero?

Normalmente la donazione di sangue è ben tollerata. Possono verificarsi inconvenienti nella sede della venipuntura, quali piccoli ematomi e, molto raramente, flebiti. Di rado il donatore può accusare vertigini, nausea e sensazione di svenimento, quasi sempre su base emotiva.

Cos'è l'aferesi?

L'aferesi è un tipo particolare di donazione che consente la separazione e la raccolta di un singolo specifico emocomponente, di solito plasma (plasmaferesi) e piastrine (piastrinoaferesi). Talvolta si raccolgono i globuli bianchi (leucaferesi). E' anche possibile raccogliere più emocomponenti contemporaneamente (aferesi multipla).

Come avviene la donazione tramite aferesi?

Le varie fasi sono identiche a quelle della donazione di sangue. Nella aferesi però il prelievo viene effettuato con un circuito monouso sterile da una macchina separatrice che automaticamente estrae dal sangue intero l'emocomponente selezionato, plasma o piastrine, e restituisce al donatore, attraverso lo stesso ago del prelievo, i componenti non utilizzati.
La raccolta avviene in modo automatico. La macchina è provvista di sensori e sistemi di allarme che garantiscono la sicurezza della procedura.

La donazione tramite aferesi è sicura?

Si! Tutti gli aghi e i tubi in cui scorre il sangue sono nuovi, sterili e vengono gettati dopo l'uso. Non vi è possibilità di contatto tra la macchina ed il sangue del donatore; pertanto non c'è alcun rischio di contrarre malattie infettive con la donazione.

Quanto tempo richiede la donazione tramite aferesi?

I tempi di donazione sono variabili: una plasmaferesi richiede circa 25-40 minuti; una piastrinoaferesi 30-50 minuti. A causa dei tempi più lunghi la procedura di solito avviene in modo programmato telefonando alle segreterie dei servizi. Si ricorda che i Servizi Trasfusionali sono aperti per le donazioni di plasma anche alcuni pomeriggi e la domenica.

Possono i donatori di aferesi donare anche sangue intero?

Si! Anche se alcuni criteri di selezione sono diversi, non vi sono sostanziali differenze tra le due modalità di donazione; bisogna solo aspettare 14 giorni tra una donazione di aferesi ed una di sangue intero. Tuttavia è necessario che passino 30 giorni tra una donazione di sangue intero ed una di aferesi.

Quali pazienti hanno bisogno dei prodotti della aferesi?

Il plasma è prevalentemente destinato al trattamento dei pazienti con difetti dei fattori della coagulazione.
Quasi tutto il plasma raccolto viene inviato all'industria per la produzione dei farmaci emoderivati (fattori della coagulazione, immunoglobuline, albumina) che hanno la caratteristica di essere sterili, puri ed in alta concentrazione. La restante parte di plasma viene adoperato per uso clinico in ospedale. Le piastrine (e i leucociti) sono necessario per i pazienti in chemioterapia o con gravi malattie del sangue, sottoposti a trapianto di midollo o altri trapianti.

Con quale frequenza si può donare?

Il plasma e le piastrine normalmente vengono rigenerati rapidamente; pertanto l'intervallo minimo tra due aferesi è di quattordici giorni.
In un anno non possono essere effettuate più di 6 piastrinoaferesi o raccolti più di 10 litri di plasma (15 plasmaferesi).

Quali sono i rischi delle aferesi?

I rischi generici di una procedura di aferesi sono identici a quelli di una donazione di sangue; lievemente più frequenti sono i problemi nella sede del prelievo.
Rischi specifici sono:
- l'insorgenza di una ipocalcemia, che si manifesta con sensazioni di formicolio o intorpidimento delle labbra e impastamento della lingua;
- la comparsa di una lieve emolisi per danneggiamento dei globuli rossi da parte del circuito di prelievo;
- la rottura del circuito con perdita delle emazie presenti all'interno dello stesso.

Questi fenomeni sono rari senza gravi conseguenze e di facile controllo anche senza terapia farmacologia. Le moderne attrezzature sono provviste di sensori in grado di rilevare anomalie di funzionamento e danni al circuito.
Sia la donazione di sangue intero che le aferesi avvengono comunque sotto sorveglianza da parte del personale sanitario.

Quali sono i requisiti per questo tipo di donazione?

I requisiti generali per l'aferesi sono simili a quelli per la donazione di sangue intero.
I requisiti specifici fondamentali sono: - età compresa tra 18 e 60 anni; - proteinemia non inferiore a 6 g/dl; - conta piastrinica non inferiore a 150.000; - non aver preso aspirina o tarmaci simili nei sette giorni precedenti la donazione di piastrine.
La plasmaferesi è particolarmente consigliata per donatori con valori ridotti di emoglobina o con gruppi sanguigni particolari quali AB (donatori universali di plasma).

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