Martedì, 19. Febbraio 2019

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La Misericordia di Massa Macinaia e S.Giusto
 
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TIPI DI DONAZIONE

Donazione di sangue intero

E' la classica donazione di sangue. Consiste essenzialmente in una donazione di globuli rossi per la cura di tutte le forme di anemia, ma è anche fonte di una certa quantità di plasma e di piastrine.
Può donare sangue chiunque abbia un'età compresa fra i 18 e i 65 anni, pesi più di 50 kg, goda buona salute e non abbia avuto o corra il rischio di contrarre malattie virali come epatiti e l'AIDS.
Si può effettuare il dono di sangue presso tutte le strutture trasfusionali. Un accurato controllo medico garantisce l'assoluta innocuità per il donatore.

Donazioni per aferesi

Per non sprecare sangue e per utilizzarlo al meglio, per non dare a chi ha bisogno di plasma anche globuli rossi, bianchi e piastrine che non verrebbero utilizzati, oggi il sangue viene frazionato, conservato e trasfuso nei suoi componenti: i globuli rossi, che servono per l'anemia, i globuli bianchi che danno una maggiore difesa contro le infezioni, le piastrine per evitare emorragie, il plasma per le ustioni e per le malattie del fegato, che è l'organo in cui si formano quasi tutte le sostanze del sangue. Si attua in tal modo la cosiddetta «trasfusione mirata».

Plasmaferesi

Dal plasma si possono concentrare preziose proteine sotto forma di plasmaderivati. Esse sono: albumina (per le malattie epatiche), immunoglobuline (per diverse malattie infettive), fattore Vili (per l'emofilia A), fattore IX (per l'emofilia B), ecc...
Il plasma necessario per la produzione di plasmaderivati si può ottenere o separando il sangue intero o prelevando solo il plasma al
momento della donazione. Il plasma ottenuto dalla sola separazione di sangue intero non è sufficiente, quindi sono necessarie anche donazioni di solo plasma.
La donazione di solo plasma si attua con una particolare tecnica detta PLASMAFERESI.
Mediante l'uso di sofisticati apparecchi, chiamati separatori cellulari, si toglie al donatore, restituendogli contemporaneamente tutta la parte cellulare, solo una congrua quantità di plasma (circa mezzo litro). Questo prelievo è del tutto innocuo e può essere ripetuto frequentemente; per la legge italiana, anche ogni tre settimane.
Chiunque è idoneo a donare sangue può anche donare plasma; questa regola generale ha però alcune restrizioni che riguardano l'età del donatore di plasma (fra i 21 e i 55 anni) e la sua alimentazione (che deve essere adeguata e senza abuso di alcolici), oltre che i risultati di una estesa serie di esami supplementari.
Il plasma che viene donato in una seduta di plasmaferesi raggiunge la classica misura di 500 cc circa, ma può arrivare ad un massimo di 650 cc.
Non esiste, come per il sangue, stretta corrispondenza fra il peso corporeo del donatore e la quantità di plasma che può donare. Questo perché il dono del plasma incide assai meno del dono di sangue sull'economia dell'organismo. Infatti il plasma è costituito per oltre il 90% da acqua e solo per 1'8% da albumina, globuline e altre proteine essenziali per la coagulazione, oltre a tracce di ormoni, vitamine, sali mine rali, etc.
Pertanto quando un donatore offre 500 mi di solo plasma, priva il proprio organismo di 460 grammi di acqua e di 40 grammi di proteine. La perdita di acqua viene rapidamente compensata grazie anche all'assunzione di liquidi; quella di proteine nel giro di 48 ore.
Per la stessa ragione - cioè per la sostanziale innocuità della donazione di plasma - fra una plasmaf eresi e l'altra basta che intercorra un intervallo di 14 giorni. Viceversa, fra una donazione di sangue e una di plasma devono intercorrere almeno 30 giorni, per la maggiore incidenza di un dono di sangue sull'organismo del donatore.

Piastrino-aferesi

Con l'impiego dei "separatori cellulari" si può donare anche la componente piastrinica del sangue allo scopo di ottenere da un solo donatore, senza causargli alcun danno, una quantità terapeuticamente efficace di piastrine per il trattamento di gravi emorragie e per la preparazione al trapianto di midollo.
I requisiti per donare piastrine sono gli stessi che per sangue e plasma. Si può donare piastrine anche sei volte in un anno, presso Servizi e Centri attrezzati, e senza danno alcuno.

Leuco-aferesi

Consiste nel dono della sola componente leucocitaria del sangue (globuli bianchi). Oggi questo tipo di donazione è raramente richiesto, ma può rendersi indispensabile per il trattamento di gravi setticemie resistenti ad ogni terapia antibiotica.
Si attua in Servizi e Centri attrezzati con "separatori cellulari" fino ad un massimo di sei volte all'anno, senza alcun danno per il donatore.
I requisiti per donare solo leucociti sono sempre gli stessi. Si richiede in genere che il donatore sia tipizzato anche per il sistema HLA.

Donazione di sangue midollare

Un modernissimo tipo di donazione, altamente finalizzato e motivato, è la donazione di sangue midollare, mediante la quale si può attuare il «trapianto di midollo osseo» per il trattamento della leucemia, dell'aplasia midollare, dell'anemia mediterranea grave, delle immunodeficienze in genere. Il sangue midollare - detto anche «midollo osseo» - è quel sangue che circola lentamente nelle cavità spugnose di certe ossa piatte, come quelle del bacino, del torace, etc.
Questo sangue è ricco di cellule staminali, cioè delle cellule progenitrici dei globuli rossi, dei globuli bianchi e delle piastrine, straordinariamente vitali e potenti. Con la trasfusione di sangue midollare, ad es. in leucemico - opportunamente preparato al trapianto - le cellule staminali sane del donatore colonizzano il midollo osseo del malato e producono in sua vece cellule ematiche non più leucemiche, permettendo spesso la vittoria sulla malattia.
Il prelievo di sangue midollare è però impegnativo per il donatore che deve essere pertanto motivato e cosciente.
E necessario infatti il suo ricovero ospedaliere per 2 o 3 giorni e l'anestesia generale, durante la quale una congrua quantità di sangue midollare gli verrà aspirata dalle ossa del bacino e talora anche dallo sterno. Il donatore di midollo non è esposto però a nessun rischio.
La donazione delle cellule staminali si può attuare anche per aferesi; ma la resa in cellule è assai inferiore al prelievo diretto.
Il trapianto di midollo sta sempre più affermandosi in ematologia; pertanto la comunità dei sani ha il dovere civico di rendersi disponibile per la sua attuazione.
La donazione di midollo osseo è un atto che richiede oltre all'idoneità fisica al dono (come per il sangue e per il plasma), un grado particolare di consapevolezza, di civismo, di altruismo e di disponibilità. Anche il Servizio Sanitario Nazionale è fortemente impegnato - dal punto di vista culturale, economico e organizzativo - nel trapianto di midollo, per cui l'adesione del cittadino al dono di midollo deve essere ferma, motivata, senza riserve ne ripensamenti, esclusi - naturalmente - gravi motivi di successiva non idoneità. Per questo è bene che il donatore di midollo sia già donatore di sangue e/o di plasma: ciò è garanzia, oltre che di uno stato di salute ripetutamente controllato, di sensibilità e di disponibilità. Al candidato donatore - già riconosciuto idoneo per il dono di sangue e/o di plasma - viene praticata la tipizzazione HLA cioè la ricerca sui globuli bianchi degli antigeni di istocompatibilità o del trapianto che costituiscono appunto il «sistema HLA».
Perché il trapianto possa attecchire è necessaria infatti una perfetta compatibilità HLA fra donatore e malato, Ciò si verifica quando il malato ha un gemello omozigote (in termini correnti «gemello vero») oppure un fratello HLA - identico o HLA - compatibile che possano donare il loro midollo. Poiché questa eventualità si verifica molto raramente è necessario disporre di appositi registri (regionali, nazionali ed anche intemazionali) che rechino il nome, l'HLA e il recapito del maggior numero possibile di donatori. Se si pensa che la probabilità per un malato di trovare un donatore HLA identico è in media 1 su 320.000, si comprende come la stesura di un registro dei donatori sia un compito molto impegnativo per l'intera comunità. Ci si può candidare al dono del midollo osseo fra i 21 e i 40 anni; il nome del donatore viene cancellato dai registri HLA al conseguimento del 50° anno di età.
La donazione di sangue midollare per il trapianto di midollo si effettua presso appositi Centri per il Trapianto che in Italia all'inizio del 1990 erano 19.
Esclusa la possibilità di un gemello o di un fratello HLA-identico al malato, il Centro per il Trapianto dovrà consultare registri locali o nazionali o addirittura internazionali per trovare un donatore volontario HLA identico. Per il dono di midollo osseo può essere richiesta la mobilità del donatore: il donatore di midollo, cioè, deve essere disposto a recarsi nella città ove opera il Centro per il Trapianto che l'ha convocato e qui ricoverarsi per 2 o 3 giorni in ospedale.
La possibilità per un candidato donatore di essere convocato è molto bassa, ma una volta chiamato considerando di essere l'unico idoneo fra centinaia di migliala di donatori - dovrebbe essere disponibile a rispettare il proprio impegno, specie se si considera che attualmente non è più necessario spostarsi dalla residenza abituale ma è sufficiente recarsi presso il Centro Trasfusionale autorizzato più vicino.

 

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