Lunedi, 22. Luglio 2019

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Onoranze Funebri



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La Misericordia di Massa Macinaia e S.Giusto
 
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PERCHE' DONARE IL SANGUE

Diverse possono essere le motivazioni che portano a far dono del proprio sangue, in relazione alle convinzioni, alla
cultura, all'ambiente di vita, al contatto con situazioni che mostrino concretamente la necessità del sangue ecc.
Ogni motivazione deve comunque far leva su di un unico dato di fatto: il sangue, importantissimo mezzo terapeutico e spesso unico mezzo per salvare una vita, non può essere ottenuto che dall'uomo tramite la donazione.
Il bisogno di sangue in campo medico è una necessità costante, non si deve credere che si presenti solo in occasione di
gravi calamità, ma è solo in quelle occasioni, purtroppo, che si nota un soddisfacente afflusso di cittadini verso le
strutture trasfusionali.
La cattiva o comunque carente informazione è certo all'origine di questo atteggiamento; non si potrebbe altrimenti
comprendere perché chi è stato almeno una volta disponibile a compiere tale atto, superando così la "paura originaria" della donazione, non sia disposto a ripeterlo periodicamente.
Sapere che il progresso della medicina, della chirurgia specializzata, dei trapianti, delle terapie antineoplastiche,
richiede sempre maggiore disponibilità di sangue, così come la maggiore incidenza di interventi dovuti alla traumatologia stradale e ad incidenti sul lavoro, dovrebbe essere stimolo sufficiente alla trasformazione di donatori "occasionali" in donatori "periodici". Come lo dovrebbe essere inoltre la conoscenza che il sangue è l'unico elemento dal quale possono essere prodotti gli emoderivati, preziosi farmaci essenziali per la cura delle varie forme di emopatie (varie forme di anemie, emofilia, leucemia ecc.).
Donare il sangue, quindi, oltre a rispondere ad un preciso imperativo etico, rappresenta anche uno specifico dovere civico, di "assicurazione" dell'individuo e dei cittadini tutti contro le gravissime conseguenze della sua carenza.

Chi può donare sangue

Anche a tè è stato donato il sangue almeno una volta nella vita. Anche tu sei debitore del sangue che una persona sconosciuta ha donato. Quando eri piccolo e ti sei ammalato, per difenderti da tante complicazioni ti hanno dato le immunoglobuline; forse, se hai avuto una brutta ferita, ti hanno fatto la puntura antitetanica: le immunoglobuline e il siero antitetanico sono sostanze derivate dal sangue. Tanti bambini, che sono minacciati ancor prima della nascita dal problema Rh, crescono egualmente sani e felici grazie ai derivati del sangue: del sangue che è stato donato.

Ognuno, di età compresa tra i 18 e i 65 anni, in buone condizioni generali, del peso di almeno 50 chili, che non abbia sofferto in passato di particolari malattie, è un potenziale donatore di sangue.
E' compito del Centro Trasfusionale accertare l'idoneità del donatore con un'accurata visita medica e con l'esame di laboratorio.
Per ogni donatore viene compilata una scheda contenente oltre ai dati anagrafici la storia cllnica, l'esito dell 'esame clinico e dei controlli di laboratorio. Qualora venga evidenziata una qualche patologia o si riscontri un'alterazione degli esami di laboratorio, il donatore viene inviato al medico curante per gli accertamenti e le cure del caso. Ad ogni donatore viene inviato un tesserino che riporta il gruppo sanguigno e sul quale
vengono poi registrate le donazioni. Il donatore è quindi un cittadino sul quale vengono esercitate, in maniera specifica e accurata, forme di medicina preventiva. Se la salute di tutti i cittadini è preziosa, quella del donatore, si può dire, lo è in maniera particolare per l'essenzialità della sua figura all'intemo del sistema sanitario.
Le indagini e gli accertamenti ai quali un donatore viene sottoposto tendono ad assicurarsi che non esistano situazioni che possano controindicare la donazione costituendo un pericolo per lo stesso donatore o per il paziente che riceverà il sangue.

Il prelievo di sangue deve rispondere a due requisiti:
1. non nuocere al ricavente;
2. non nuocere al donatore.

Chi non può donare sangue

Controindicazioni legate a un rìschio di incidente verso il ricevente:

1 - Tubercolosi attiva, compresa la pleurite essudativa.
2 - Malattie veneree: lue (sifilide).
3 - Malattie tropicali, malaria, febbre maltese e altre gravi malattie infettive.
4 - Epatite virale.
5 - Malattie del sangue (Leucemia, anemia, coagulopatie ecc.).
6 - Malattie allergiche (Raffreddore da fieno, dermatosi orticaria, asma bronchiale ecc.).
7 - Affezioni vascolari cardiache, infarto miocardico, malattie croniche renali, nefriti, epatopatie.
8 - Osteomielite, foruncolosi ripetute, tonsilliti recidivanti o che siano portatrici croniche di germi di tifo, paratifo o salmonella; stati febbrili prolungati.
9 - Malattie reumatiche.
10 - Ulcera gastro-duodenale.
11 - Gravi interventi chirurgici.
12 - Malattie professionali.
Vengono inoltre esclusi gli individui che siano tossicomani (morfinomani), intossicati da nicotina (fumatori accaniti), alcolisti (bevitori) e le donne che abbiano subito frequenti parti prematuri, interruzioni di gravidanze o parti di nati morti.
Le donne non debbono donare sangue durante la gravidanza, nel primo anno successivo al parto e durante il periodo mestruale.
Chi ha subito una vaccinazione Antitetanica, Antipolio, Antinfluenzale, Antitifica, Antidifterica, deve astenersi dalla donazione per almeno tre settimane dopo la stessa.
Se la vaccinazione è Antivaiolosa l'astensione si prolunga per due mesi; se invece è Antirabbica il periodo di attesa è molto più lungo: un anno.
Chi viene a contatto con individui col piti da malattie infettive (in modo particolare con i malati di epatite virale) non deve donare sangue per almeno sei mesi.
Ciò vale soprattutto per i congiunti o per il personale addetto agli ammalati.
Persone trattate con immunoglobuline contro l'epatite tipo B sono sospese per un anno.

Controindicazioni legate a un rìschio di incidente verso il donatore.

A) Età non compresa fra i 18 e i 65 anni.
B) Rapporto peso-statura (il peso non deve essere inferiore a 50-55 Kg.).
C) Frequenza di prelievi: non devono passare meno di 90 giorni fra una donazione e l'altra nell'uomo e 180 nella donna.
D) Abbassamento dell'Hb e dell'ematocrito al di sotto di questi valori: Hb=13,5g% ed ematocrito = 41% nell'uomo Hb=12,5g% ed ematocrito = 38% nella donna.
E) Pulsazioni non comprese fra 50 e 100.
F) Pressione con valori non compresi in questi limiti: massima fra 110 e 180 mm. Hg minima fra 50 e 100 mm. Hg

Controlli sanitari sul donatore

All'atto dell'iscrizione il donatore intrattiene col medico del Centro un colloquio per consentire la ricerca minuziosa, precisa e completa sulle condizioni di salute presenti e passate (si definisce "anamnesi"). Ad essa fa seguito una visita medica generale per il controllo
degli apparati circolatorio (cuore, vasi, pressione arteriosa) respiratorio e digerente, (compresi fegato e milza) completata dalla seguente serie di esami di laboratorio:
1 - Esame emocromocitometrico completo.
2 - Determinazione dell'ematocrito.
3 - Protidemia.
4 - Velocità di sedimentazione delle emazie.
5 - Transaminasi (GOT - GPT).
6 - Glicemia.
7 - Azotemia.
8 - Prova di eucolloidità serica.
9 - Esame delle urine.
10 - Reazione di Wasserman completa.
11 -Schermografia o radioscopia al torace.
12-HBsAG, HIV e HCV (epatiti e AIDS).

Tale sequenza di accertamenti clinici e laboratoristici viene ripetuta periodicamente.
Prima di ogni prelievo vengono invece eseguiti i seguenti controlli:
1 - Esame critico del modulo di accet tazione, per verificare lo stato di salute al momento.
2 - Pressione arteriosa.
3 - Determinazione del tasso di emoglobina.

Come si effettua la donazione

In sala prelievi al donatore sdraiato su di un lettino o su un'apposita poltrona reclinabile viene tolta una quantità di sangue proporzionale al peso corporeo (6 ml/Kg per gli uomini, 5 ml/Kg per le donne).
Il sangue defluisce direttamente dalla vena del donatore all'interno della sacca di conservazione che contiene un'appropriata quantità di anticoagulante.
Per tutto il tempo del prelievo il donatore è seguito dal personale sanitario del Centro Trasfusionale.
Sul sangue prelevato oltre agli esami obbligatori per legge vengono eseguiti tutti i controlli utili per meglio valutare lo stato di salute del donatore e seguirlo nel tempo.
Il sangue raccolto può essere conservato per 21-35 giorni alla temperatura di + 4°C.
Per le necessità terapeutiche e per una migliore utilizzazione del sangue raccolto si tende a separare il sangue nelle sue componenti cellulari e plasma.
Tale separazione viene effettuata mediante tecniche di centrifugazione sulle sacche di sangue raccolto.
Tali moderne attrezzature ci permettono di raccogliere le varie componenti ematiche direttamente dal donatore: tali tecniche prendono il nome di aferesi. Sono procedure che permettono un'altissima resa del singolo componente con un indubbio valore terapeutico.
Come molti altri sistemi dell'organismo, il sistema emopoietico in condizioni normali funziona ad un ritmo molto più basso rispetto alla sua potenzialità. È capace in condizioni di bisogno di aumentare molte volte il suo ritmo di lavoro.

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